Studio sugli algoritmi che misurano e/o predicono performance e rendimento dei lavoratori

In molti campi gli algoritmi promettono di diventare lo strumento attraverso il quale correggere le distorsioni e le imperfezioni che caratterizzano tipicamente i processi cognitivi e le scelte fatte dagli esseri umani. Infatti, se non correttamente impostato e verificato nel tempo, l’algoritmo potrebbe essere trovato tutt’altro che imparziale.
Nel mondo del lavoro, i sistemi di valutazione delle prestazioni dei lavoratori stanno diventando sempre più diffusi. I benefici della valutazione delle prestazioni sono notevoli e migliorare la produttività dei dipendenti è diventata una priorità. La valutazione delle prestazioni può evidenziare eventuali errori nella progettazione e/o impostazione della posizione/ruolo del lavoratore. di seguito sono indicati alcune metodologie di valutazione.

Autovalutazione: il lavoratore valuta le sue prestazioni e propone nuovi modi per migliorarsi.
Peer review: condotta tra colleghi nella stessa posizione.
Valutazione da parte del cliente: il cliente valuta il lavoro dei dipendenti con cui è in contatto.
Osservazione e prove : il lavoratore viene valutato attraverso un follow-up informatico e con interviste a professionisti esterni.

Il regolamento europeo in materia si concentra su questi metodi di trattamento dei dati. Essa mira a ridurre il rischio di trattamenti discriminatori per le persone che trovano la loro origine nella cieca fiducia nell’uso degli algoritmi. Una garanzia di particolare importanza è riconosciuta quando il processo è completamente automatizzato. Il legislatore europeo ha inteso rafforzare il principio di trasparenza, che riveste un’importanza centrale nell’ambito del regolamento interno.

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