Accelerazione del riscaldamento globale: a rischio il ritmo di evoluzione e adattamento degli alberi

L’accelerazione del riscaldamento globale dovuto alle attività umane ha reso il ritmo dell’evoluzione e dell’adattamento degli alberi una preoccupazione centrale dei ricercatori e dei forestali. Ricercatori dell’INRAE, dell’ONF, del CEA e delle università di Uppsala (Svezia) e Zhejiang (Cina) hanno studiato l’evoluzione delle querce in tre foreste francesi negli ultimi tre secoli, dal periodo freddo della Piccola Era Glaciale al riscaldamento causato dalle attività umane. I loro risultati, pubblicati il 6 gennaio in Evolution Letters, mostrano che le querce si evolvono rapidamente e possono adattarsi ai cambiamenti climatici in poche generazioni. Secondo questi risultati, i gestori delle foreste dovrebbero accorciare le generazioni e promuovere la rigenerazione naturale delle foreste per facilitare una rapida evoluzione del popolamento.

Il team ha condotto un’analisi retrospettiva dell’evoluzione delle querce tra il 1680 e i giorni nostri, una scala temporale che va dal periodo freddo della Piccola Era Glaciale (1450-1850) al periodo caldo dell’Antropocene, dal 1850 ai giorni nostri. Lo scopo di questo lavoro era di capire come queste popolazioni di alberi hanno risposto alle diverse variazioni climatiche. Più specificamente, hanno sequenziato e analizzato il genoma completo di seicento querce di tre foreste francesi (Tronçais nella regione dell’Allier, Réno Valdieu nella regione del Perche e Bercé nella regione della Sarthe) divise in quattro coorti per età: la prima con un’età media di 340 anni, la seconda di 170 anni, la terza di 60 anni e l’ultima di 12 anni. Gli scienziati hanno studiato le variazioni delle frequenze alleliche1 osservate nei genomi delle quattro coorti. Hanno confrontato queste variazioni con il cambiamento climatico, compresa la frequenza di eventi estremi come inverni rigidi o siccità estreme.

I risultati rivelano un modello evolutivo identico negli stand delle tre foreste, che differisce a seconda dei periodi climatici studiati. Le variazioni osservate nel genoma degli alberi più vecchi della fredda Piccola Era Glaciale sono l’opposto di quelle osservate nei giovani alberi del periodo caldo dell’Antropocene. Queste firme genomiche in evoluzione significano che le querce possono evolvere rapidamente, con salti evolutivi osservabili in poche generazioni, e sono in grado di riorientare le loro traiettorie evolutive in uno spazio di tempo relativamente breve per adattarsi rapidamente ai cambiamenti del clima.

Questi risultati forniscono nuove conoscenze per adattare la gestione delle foreste ai cambiamenti climatici. Essi sollevano la questione del mantenimento di alberi che hanno più di cento anni, adattati a un clima freddo, che possono rallentare il processo evolutivo fertilizzando gli alberi più giovani. Accorciare le generazioni accelererebbe così l’evoluzione e limiterebbe gli effetti dello scarso adattamento dovuto all’impollinazione da parte dei vecchi popolamenti. I forestali possono adattare le pratiche di rigenerazione naturale per fare più spazio all’evoluzione. Nella rigenerazione naturale, la semina avviene senza intervento umano e con piantine molto dense di oltre 100.000 semi per ettaro. Gli alberi affrontano una forte pressione di selezione: il 95% dei singoli alberi viene eliminato nei 15-20 anni successivi, e saranno selezionati gli alberi più adatti alle condizioni climatiche attuali.

Leggi il documento originale su: Evolution follows climate: oaks adapted rapidly to climate change in the Anthropocene