Italia: cos’è cambiato nella mobilità con la pandemia?

Da uno studio di Aniasa, l’Associazione dei servizi di mobilita’ di Confindustria, e da Bain & Company, dal titolo “La mobilità che non cambia – Un’Italia a due velocità, tra chi abbraccia il nuovo…e chi non può ancora permetterselo”, emerge che in Italia si usano più auto di quanto accadeva prima della pandemia (+60%), mentre il mercato degli acquisti è fermo.

In base a quest’indagine, effettuata su circa 1.000 consumatori, l’auto personale è il mezzo di trasporto usato più spesso. Rispetto al passato, gli utenti utilizzano maggiormente il car sharing (dal -54% del 2020, al -16% del 2021 al +2% del 2022) ed i monopattini elettrici (dal -8% del 2021 al +5% del 2022).

L’analisi è influenzata senza dubbio dalla ritrovata mobilità e dal ritorno ai luoghi di lavoro: se nel 2019 si lavorava da remoto in media solo 0,8 giorni a settimana, con il Covid il valore è arrivato a 2,6 nel 2020, è sceso a 2,1 nel 2021 e a 1,4 giorni a settimana nel 2022.

Nonostante sia possibile circolare, il mercato dell’automotive è alle prese con la peggior crisi dagli anni Settanta, con le immatricolazioni che nel 2021 sono scese sotto quota 1,5 milioni di unità, e il 2022 che si sta contraddistinguendo per una contrazione del 27%.

L’elettrico cresce lentamente, e quasi esclusivamente nel Nord Italia e nelle flotte aziendali. Cresce il divario di mobilità tra chi può acquistare le vetture con nuove motorizzazioni (suv e vetture grandi) e chi si affida alla vecchia auto.

Leggi il documento originale su: AUTO E MOBILITÀ, EFFETTO PANDEMIA: COSA È CAMBIATO?